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Macroeconomia - Che cosa studia? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 13 Febbraio 2011 22:22

 

La Macroeconomia si occupa di studiare ed analizzare le grandezze economiche aggregate (aggregazione = somma).

Le variabili aggregate che saranno studiate sono: PIL, Disoccupazione, Inflazione.

Per comprendere con facilità il funzionamento del sistema economico, è opportuno rappresentare l'attività economia mediante il diagramma del flusso circolare che lega il Mercato dei beni e dei servizi, dei fattori (il lavoro) e dei mercati finanziari alle Imprese, le Famiglie, la Pubblica Amministrazione ed il resto del mondo (mercati internazionali).

Le Imprese impiegano ed utilizzano i fattori produttivi (lavoro, capitale e "terra"), e producono e vendono beni e servizi. Le famiglie comprano e consumano beni e servizi, e possiedono e vendono fattori.

 

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è una misura della produzione aggregata.

Prodotto: beni e servizi. Interno: beni e servizi prodotti sul territorio nazionale, cioè internamente, senza tener conto della nazionalità del produttore. Lordo: senza tener conto del deprezzamentodei mezzi di produzione (ammortamento).

Ci sono tre modi di definirlo:

 1. come valore complessivo dei beni e dei servizi finali prodotti, in una economia, in un dato periodo di tempo; (perchè solo quelli finali?)

Beni e servizi finali: sono destinati al consumo.  Beni e servizi intermedi: sono destinati alla produzione di altri beni.

 2. coma somma del valore aggiunto aggregato (la somma dei valori aggiunti dei singoli produttori), in una economia, in un dato periodo di tempo;

Valore aggiunto: valore della produzione meno valore dei beni e servizi intermedi acquistati dall'esterno (perchè solo questi??).

 3. come somma dei redditi in un'economia, in un dato periodo di tempo: reddito (lordo) da lavoro, reddito (lordo) da capitale o profitto, imposte indirette (cioè non sui redditi).

(Perchè solo imposte indirette? Perchè queste fanno parte del prezzo finale pagato dagli acquirenti)

Concetti fondamentali

 

Il PIL viene distinto in PIL nominale e PIL reale.

Il PIL nominale è il valore ai prezzi correnti di mercato della produzione finale totale realizzata all'interno di un Paese in un dato anno. Dipende da due fattori: dalla crescita della produzione nel tempo; dall'aumento dei prezzi dei beni nel tempo.

Il PIL reale invece è il valore, ai prezzi costanti, della produzione finale totale realizzata all'interno di un Paese in un dato anno (= PIL nominale diviso il deflatore del PIL).

 Il PIL reale ha un andamento più orizzontale rispetto al PIL nominale.

 

Viene poi definito il concetto di PIL Potenziale: è il livello massimo sostenibile di output di lungo periodo. Ossia rappresenta la quantità massima di output ottenibile in corrispondenza del pieno impiego del lavoro e del capitale.

 

Strumenti di politica economica

 Il PIL è la variabil macroeconomica più importante, ma ce ne sono altre che ci danno informazioni rilevanti su come sta andando un'economia: la disoccupazione e l'inflazione.

 

Disoccupati: persone che non sono occupate, ma cercano attivamente lavoro o sono in attesa di ritornarvi.

Forza lavoro: persone occupate e persone in cerca di occupazione.

Tasso di disoccupazione: percentuale di forza-lavoro che è disoccupata. E' definita dall'ISTAT come il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e la forza di lavoro.

Tasso di inflazione: è la percentuale di aumento annuo del livello generale dei prezzi.

Deflazione: processo di riduzione sostenuta del livello generale dei prezzi (fenomeno opposto dell'inflazione).

Misura del livello dei prezzi: può essere ottenuta attraverso il deflatore del PIL oppure mediante indice dei prezzi al consumo.

 Deflatore del PIL = PIL Nominale / PIL Reale = Yt * Euro / Yt.

Il tasso di variazione del deflatore del PIL rappresenta il tasso di inflazione.

Indice dei prezzi al consumo (IPC): misura il costo di un paniere fisso di beni di consumo. Il tasso di variazione dell'IPC rappresenta il tasso di inflazione.

 

 

Approfondimenti:

Indicatore del progresso reale

Il principale indicatore proposto come alternativa al PIL che tiene conto delle principali critiche poste ad esso, è il Genuine Progress Indicator (GPI), in italiano "indicatore del progresso reale". Il GPI ha come obiettivo la misurazione dell'aumento della qualità della vita (che a volte è in contrasto con la crescita economica, che invece viene misurata dal PIL), e per raggiungere questo obiettivo distingue con pesi differenti tra spese positive (perché aumentano il benessere, come quelle per beni e servizi) e negative (come i costi di criminalità, inquinamento, incidenti stradali). Simile a questo indice esiste un Prodotto interno lordo verde introdotto da alcune province cinesi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Febbraio 2012 23:58
 

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